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AMALFI

 

Il territorio e le sue bellezze

La costiera Amalfitana inizia a Vietri sul Mare ed arri va oltre Positano unendosi alla Penisola Sorrentina. Si estende su circa quaranta chilometri di strada. Lungo questa strada si attraversa una serie di paesi: Cetara, Maiori, Minori, Atrani, passando da Capo d'Orso, per arrivare fino ad Amalfi dove, in un mare largo, immenso, si uniscono i due golfi di Salerno e di Napoli. Da una parte si vede Capri con i Faraglioni e dall'altra, a sinistra la piana di Palinuro. Nelle giornate limpide si scorge, in fondo, la punta Licosa. 
Amalfi è spalancata sul mare e tutta la città è come un grande balcone sferzato da un sole abbagliante. Alle sue spalle, ma a breve distanza dalla riva, ci sono i monti Lattari, una specie di grande muraglia che ai tempi della repubblica la proteggeva dalle incursioni dei turchi e dei normanni. E' come se fosse un grande presepe tutto decorato di piante e aranci, di uliveti disseminati con giardini degradanti e fioriti che arrivano fino alla strada che il mare lambisce. Un mare trasparente a chiazze verde smeraldo e viola. Sulla sommità del monte San Felice, alle spalle del Duomo, la torre dello Ziro domina la città. Lungo il litorale Amalfitano e precisamente a poche centinaia di metri da Positano c'è la "Grotta dello Smeraldo" considerata la gemma della costiera. E' una grotta millenaria ricca di stalagmiti e stalattiti, scoperta negli anni venti, molto per caso, da un pescatore locale. La luce che penetra da una fessura, dodici metri sott'acqua, fa si che ogni qualvolta splende il sole la grotta assuma un bellissimo colore verde, che da il nome alla grotta. 

La storia

Amalfi è di origine romana ed è stata la prima Repubblica Marinara d'Italia. Dopo la caduta dell'Impero Romano, è stata la prima città che ha ristabilito rapporti commerciali fra l'Occidente e l'Oriente, trasformando ed introducendo in Italia prodotti esotici come tappeti, caffè, carta e spezie. Ebbe persino una moneta propria: il tarì. Fù la patria di Flavio Gioia, inventore della bussola e dette ai naviganti il famoso libro di legge marinara denominato "Tabula de Amalfa". Fondò a Gerusalemme un rinomato ospedale dal quale nel 1112, ad opera di Frà Gerardo Sasso da Scala, ebbe origine il primo degli Ordini militari e religiosi, che si chiamò dei Cavalieri di S. Giovanni e poi di Cipro, di Rodi e di Malta (1530), quest'ordine, conosciuto in tutto il mondo è tuttora esistente.Perse la sua indipendenza ad opera dei Normanni, dominatori di tutto il Meridione d'Italia. Con gli Angioini prima e gli Aragonesi poi perse anche la sua forza commerciale, fino a ritrovarla all'inizio del secolo quando é divenuta un centro balneare tra i più importanti della Costiera Amalfitana.La repubblica di Amalfi combattè ripetutamente contro i Saraceni e difese Roma e la Chiesa nella famosa battaglia di Ostia nell'849. Amalfi non è soltanto storia, ma anche mito, leggenda, arte, tradizione religiosa, salute.
Amalfi è una tranquilla, pittoresca stazione climatica e balneare, con clima dolcissimo e incomparabili bellezze naturali, è inoltre capace di accogliere nel migliore dei modi gli innumerevoli turisti che giungono a visitarla grazie ai tanti e notissimi alberghi storici (molti dei quali sono ex conventi) ed ai confortevoli alberghi moderni.

Il Duomo di Amalfi


Il Duomo fu costruito nel IX secolo, quando la Repubblica Marinara cominciò ad affermarsi come potenza commerciale. Venne completamente ristrutturato nel 1203, nelle forme arabo-normanne introdotte dai conquistatori. Rimaneggiato attorno al 1570, fu ricostruito nell'800 dopo un disastroso crollo avvenuto a metà del secolo.
L'attuale facciata della cattedrale, decorata con sottili lamine d'oro, fu rifatta insieme alla lunga e maestosa scalinata nel 1891.La sovrasta lo splendido mosaico, rappresentante Cristo in trono in mezzo agli Evangelisti, così ricco di forme e di vivaci colori.
L'opera è del Salviati di Venezia sul cartone di Domenico Morelli.
Oltrepassato il portico arricchito da trifori e monofori, si trova
la porta d'ingresso al Duomo che fu donata da Pantaleone di Mauro Comite e fusa a Costantinopoli verso il 1066. Il Duomo ha uno splendido campanile romanico, terminato nel 1276, 
rivestito di maioliche a mosaico e restaurato nel 1929. Attiguo al Duomo vi è l'incantevole Chiostro detto del Paradiso risalente al 1266, di stile arabo, decorato con archi intrecciati su colonnine binate, in cui sono conservati reperti d'epoca romana e medievale. Sembra sia la parte più bella del Duomo, e ciò ne giustifica il nome. Preziosissima è poi la magnifica Cripta dove è custodito il corpo di S. Andrea, Santo protettore di Amalfi. Fu fatta costruire nel XIII secolo per ricevere le spoglie del Santo portate dall'Oriente nel corso della quarta crociata.

Le antiche cartiere

Nell'incantevole Valle dei Mulini, dove un tempo era ubicato il quartiere industriale dell'antica città, ci si può imbattere nelle vecchie cartiere, alcune delle quali ancora in efficienza.
Degno di essere visitato il Museo della Carta a mano di Amalfi, costituito da un'antica cartiera e da una biblioteca con circa 3.000 testi sull'origine della carta.
Delle 16 cartiere attive alla fine del XVIII secolo, oggi ne restano in funzione una decina, che producono ancora pregiatissima carta a mano. Gli Amalfitani furono i primi in Europa a fabbricare la carta, apprendendone le tecniche nel XIII secolo grazie ai rapporti commerciali che avevano con il mondo arabo. La fabbricazione della carta , che derivava dalla macerazione dei vegetali, richiedeva locali alimentati dalla forza idraulica, per questo le cartiere furono ubicate per lo più nelle vallate ai margini dei fiumi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I prodotti tipici

Il limoncello

Agrumi a 33 gradi. Alcool, zucchero e buccia di limone.
Nel giro di pochi anni si è velocemente diffuso nei ristoranti e nelle enoteche. Ha il colore del sole, il profumo intenso e delicato del limone, una buona gradazione alcolica. Piace perchè lo si può bere come digestivo o fuori pasto. Il limoncello è un liquore dalle origini antiche e dalla preparazione casalinga dai semplici ingredienti: acqua, alcool, zucchero e scorze di limone. In genere il liquore di limoni ha 33 gradi, costa intorno alle 20 mila lire, deve essere conservato in freezer e consumato entro 3 mesi dall'imbottigliamento. Per un litro di limoncello si utilizzano almeno 6 chili di bucce di limone a coltivazione biologica non trattati chimicamente in superfice. I tipi di limone sono diversi: a Capri e nella Penisola Sorrentina c'è l' ovale sorrentino , coltivato nelle aree pianeggianti; in Costiera Amalfitana lo sfusato amalfitano , un limone lunario, unico in Italia, raccolto in terrazze di media montagna, a picco sul mare o in strette valli e gole.

I limoni

L' origine della coltivazione del limone nella Costiera Amalfitana è ancora oggi molto dubbia.Alcuni ritrovamenti negli scavi di Pompei fanno pensare che già in epoca Romana la coltivazione fosse conosciuta nella costiera. Il limone sfusato amalfitano ha alcune caratteristiche che lo rendono inconfondibile: profumo intenso, una polpa succosa e dolce, quasi senza semi, il che lo rende adatto al condimento.

La carta

Grazie ai rapporti che la legavano al mondo arabo, Amalfi potè conoscere ed applicare già nel XIII secolo le tecniche di produzione della carta. Processi di lavorazione manuale di origine medievale vennero impiegati fino al 1700, quando, con la crescente industrializzazione, anche il ciclo di produzione della carta venne meccanizzato. Oggi restano in funzione solo una decina delle 16 cartiere attive alla fine del XVIII secolo. Nella Valle dei Mulini esiste un Museo della Carta a mano di Amalfi; esso è costituito da un'antica cartiera e da una biblioteca con circa 3.000 testi sulle origini della carta.


Regata di amalfi