
La Storia
Le origini di Ercolano sono tuttora incerte: la leggenda vuole che la città fu fondata da Ercole, da cui il nome, ma secondo le fonti più attendibili, Ercolano sarebbe sorta intorno al IV secolo a.C.. Il suo nome deriva dal latino "Herculaneum" e dal greco "Erakeion". Sorta verso la fine del I secolo a.C., quasi certamente ad opera dei greci (come attestato dalla sua impostazione urbanistica) su un basso promontorio del Vesuvio, circoscritta dalle insolcature di due corsi torrentizi (oggi colmati), Ercolano era una piccola città di transito lungo la via litoranea che da Napoli conduceva verso il sud della penisola, con un piccolo porto dedicato alla pesca. Destinata ad un limitato sviluppo demografico, la stupenda veduta del golfo di Napoli che qui si gode, ben presto richiamò nei sobborghi di Ercolano numerosi patrizi romani e campani che vi costrirono ville, scegliendola come luogo di villeggiatura immerso nel verde.Ercolano era abitata da 4-5 mila abitanti e si estendeva su una superficie che era meno di 1/5 di quella della vicina Pompei. Fu distrutta dall'eruzione del 79 d.C. e ricoperta da un'alluvione fangosa proveniente dalle pendici del Vesuvio che, solidificandosi e acquistando compatezza tufacea, ha costituito per secoli la migliore difesa sia contro gli agenti atmosferici che contro gli scavatori clandestini.Venuta in potere dei Sanniti, coinvolta nelle guerre sannitiche ed ottenuto da Roma, al pari degli altri socii , un regime di relativa autonomia amministrativa, anche Ercolano prese parte all'ultima riscossa delle genti italiche contro Roma. Espugnata e vinta da un legato di Silla, perduta ogni autonomia, Ercolano si trasformò, nell' 89 a .C., in municipio romano ma, come a Pompei, prima il terremoto del 62 e poi l'eruzione del 79 d.C. segnarono il tramonto e la fine della città. Benché il ricordo di Ercolano non sia stato mai perduto nella tradizione dotta locale, la prima importante data nella storia delle scoperte ercolanesi rimane, però, l'anno 1709, anno in cui il principe austriaco D'Elboeuf, generale di cavalleria del Regno di Napoli, facendo scavare un pozzo in una sua villa, si imbatté nel muro della scena del Teatro. Solo dal 1738 al 1765 furono condotte esplorazioni sistematiche per ordine di re Carlo III di Borbone. A partire dal 1927 ha avuto inizio lo scavo all'aperto di tutta l'area ad opera di Amedeo Maiuri , che ha restituito alla luce del sole un patrimonio storico ed archeologico inestimabile.




I siti archeologici
Ercolano è conosciuta nel mondo per gli Scavi archeologici dell'antica Hercolaneum, distrutta dalla eruzione del Vesuvio del 79 d.C.. Posta su un basso promontorio del Vesuvio, circoscritta dalle insolcature di due corsi torrentizi (oggi colmati), Ercolano era una piccola città di transito lungo la via litoranea che da Napoli conduceva verso il sud della penisola, con un piccolo porto dedicato alla pesca. Destinata ad un limitato sviluppo demografico, la stupenda veduta del golfo di Napoli che qui si gode, ben presto richiamò nei sobborghi di Ercolano numerosi patrizi romani e campani che vi costrirono ville, scegliendola come luogo di villeggiatura immerso nel verde. Ricoperta da una alluvione fangosa proveniente dalle pendici del Vesuvio che, solidificandosi ed acquistando compatezza tufacea, ha costituito per secoli la migliore difesa del sito, l'antica Hercolaneum ha rivisto la luce con gli scavi che iniziarono nel 1709, mentre dal 1738 al 1765 furono condotte esplorazioni sistematiche per ordine di re Carlo III di Borbone. Lo scavo all'aperto di tutta l'aria iniziò solo nel 1927 ad opera di Amedeo Maiuri (per informazioni tel. 081.7390963). Divisa, secondo i canoni dell'urbanistica greca, in cinque quartieri regolati da tre arterie principali che corrono da ovest ad est ( decumani ), Ercolano presenta tipi di abitazioni assai vari, che il torrente di fango che irruppe sulla città ricoprì riempiendo ogni minimo spazio. Mentre le strade seguono la naturale inclinazione del terreno, gli edifici si dispongono su terrazzamenti naturali ed artificiali in modo da collegare con gradini, rampe e scale i vari quartieri fino alla sommità del promontorio dove le più belle case si dispongono a corona lungo il bastione delle mura. La particolare emozione che provoca la visita degli Scavi di Ercolano è dovuta in gran parte agli oggetti in legno che, a differenza di Pompei, non furono bruciati e sono qui conservati come dentro una corazza protettiva: strutture dei tetti, travi, scale, porte e tramezzi che testimoniano la repentinià e la cruenza del cataclisma. Passeggiando tra le rovine, ci si immerge in una nuova dimensione: lo stato di conservazione è tale da procurare la suggestiva sensazione di aver fatto un salto indietro nel tempo, nei giorni in cui tra quelle vie, in quelle botteghe, in quelle case vi era vita. Tutto sembra essere rimasto come prima, quasi intatta è anche la Casa del mosaico , una splendida casa completata da una bottega e dal suo banco che dava sulla strada, il cui ninfeo è ornato da un mosaico che raffigura Nettuno e Anfitrite. Va segnalato, infine, che l'antica Ercolano colpisce per il decoro del suo abitato e per la grandiosità e ricchezza dei suoi monumenti, tra i quali si segnalano le Terme risalenti all'epoca di Augusto, modeste di estensione ma conservate benissimo. La loro pianta, di una notevole logica distributiva, permette di visitare la sezione maschile con la palestra, gli spogliatoi, il frigidario dalla volta ornata di affreschi, il tepidario ed il calidario. Nella sezione femminile si vedono in successione le sale d'attesa, l' apodyterium , spogliatoio con un mosaico che rappresenta Tritone, il tepidario con un pavimento musivo che evoca un labirinto, ed, infine, il calidario. Il sito architettonico più significativo è il Santuario di S. Maria a Pugliano , il santuario mariano più antico della zona vesuviana, già famoso nell'anno 1000. Il nome Pugliano deriva dal proprietario del fondo ove fu costruito il primitivo oratorio: Pollius. Di notevole interesse architettonico sono anche le Ville Vesuviane del Miglio d'Oro , databili 1700. Tra le tante ricordiamo la Villa Campolieto , un tempo residenza dei Duchi di Casacalenda. Nel 1977 la Villa è stata acquistata dall'Ente Ville Vesuviane ed è luogo di convegni e meetings internazionali, di manifestazioni teatrali e di concerti di grande valore artistico e culturale (per informazioni tel. 081.7322134). Villa Favorita fu costruita dalla famiglia Barretta ed in seguito fu comprata dal Principe di Aci e Campofiorito che la regalò al re Ferdinando IV di Borbone. Assunse il nome di Favorita perchè la residenza ricordava alla moglie di Ferdinando, Maria Carolina d'Austria, la villa favorita di Schonbrun. Villa Ruggiero sorge in uno dei luoghi più suggestivi di via dei Pini d'Arena, e fu costruita dal barone Enrico Petti nella prima metà del Settecento. Nel 1863 fu acquistata dalla famiglia Ruggiero: il piano nobile della struttura sarà sede della Biblioteca Comunale (per informazioni tel. 081.7881259). All'angolo della antica via Cecere, una zona di grande interesse archeologico ed artistico, sorge Villa dei Principi di Granito di Belmonte o Villa Signorini . La struttura è munita di ampi saloni per convegni, meetings, cerimonie e nei suoi giardini si svolgono spesso manifestazioni canore e teatrali (per informazioni tel. 081.7776423). Infine, va ricordato il Palazzo di Città , villa neoclassica di proprietà dei Padri Barnabiti acquistata nel 1870 dagli antichi amministratori della città per disporre di una più decorosa casa comunale. La Villa ha una bellissima sala consiliare in stile pompeiano e un parco adibito a Villa Comunale.




Nel corso dell'anno ad Ercolano vengono organizzate numerose manifestazioni, sia folcloristiche che religiose, che testimoniano la volontà di conservare inalterato un patrimonio culturale che si perde nei secoli. Tra le tante, come manifestazioni più significative, ricordiamo la Festa dell'Assunta che si celebra il 15 agosto. Non si tratta solo di una festa religiosa ma anche di una festa civile in quanto ricorre l'Anniversario del riscatto baronale della città. Si festeggia abbellendo la città con spettacolari luminarie ed organizzando mostre pittoriche e manifestazioni musicali; la giornata si conclude con esibizioni canore e fantastici fuochi d'artificio. Analogamente, anche per la Festa di San Vito si organizza una vivace festa rionale con luminarie ed il tradizionale Volo degli Angeli . Inoltre, il 19 settembre, San Gennaro, è la Festa patronale con luminarie, mostre pittoriche e fuochi d'artificio. Gli ercolanesi, amanti delle Belle Arti, organizzano numerose manifestazioni artistiche e culturali: all'interno dell'Esedra di Villa Campolieto, nel mese di luglio, si svolge una rassegna teatrale intitolata Il Festival delle Ville Vesuviane ; dal 1°giugno al 30 settembre presso gli Scavi di Ercolano ha luogo lo spettacolo in costumi d'epoca L'ultima notte di Ercolano , rievocativo delle antiche sorti della città; infine, a partire dal mese di aprile 1999 fino a settembre, ha luogo, nella Villa Campolieto, La mostra degli antichi ercolanesi .Nei mesi di luglio e agosto, la città offre Fresko Film , una rassegna cinematografica estiva, mentre a cadenza biennale, nella Villa Campolieto, viene indetto il concorso musicale Concorso Nazionale di Chitarra - Città di Ercolano .




