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PAESTUM

 

LA STORIA


Nella vasta pianura del Sele si erge maestosa Paestum, ricca di arte e fascino, ricordata come il più famoso centro della Magna Grecia. Coinvolgenti le descrizioni di Strabone che narrano la nascita di questo mito (VII sec. a.C.) voluta da smaniosi avventurieri guidati da Giasone, che risalendo le coste tirreniche approdarono alla foce del Sele. Questi, ammaliati dall'incantevole luogo, si fermarono per fondare un centro fortificato, dedicando un tempio a Hera Argiva. La favorevole posizione geografica e la ricchezza del suolo fecero di questa città, grecamente detta Poseidonia, un luogo di attrazione e di attivo commercio. Questo nuovo centro, una volta inseritosi nello scacchiere commerciale per gli scambi con il retroterra sannitico e l'area etrusca, si trasferì di pochi chilometri, nel sito dove attualmente sorgono le rovine. A partire dalla seconda metà del VI sec a. C., Poseidonia subisce una eccezionale crescita economica favorita dal declino dell'attività commerciale etrusca al di là dal Sele e dal tramonto della “madrepatria” Sibari. Questo stesso periodo vede la nascita di maestosi monumenti: la Basilica , il Tempio di Cerere, il Tempio di Nettuno. Imponenti torrioni rinforzano le mura nelle quali si aprono 4 porte: a est Porta Sirena, a ovest Porta Marina, a nord Porta Aurea e a sud Porta Giustizia. Si aprono, inoltre, numerosi piccoli stretti passaggi, usati forse come uscita di emergenza o per poter raggiungere velocemente la campagna circostante. Nel V sec a. C. i Lucani invadono la costa e la pianura del Sele; Poseidonia cade e il suo stesso nome cambia, diventando Paistom. Nel 273 a .C. i Lucani furono cacciati dai Romani che fondarono una colonia di “diritto latino” chiamata Paestum. La città comunque mantenne una certa autonomia concretizzatasi anche nella coniazione di moneta propria fino ad epoca imperiale. Altre costruzioni successive a questi eventi sono il Foro, il Tempio della Pace, l'Anfiteatro. La fortuna di Paestum durò fino al tardo impero; una grave crisi colpì la città il cui numero di abitanti subì un forte calo. Alla caduta di Paestum contribuisce il fiume Salso (detto Capodifiume) che raggiunge la città trasformandola in una palude. Paestum si ridusse ad un piccolo villaggio intorno al Tempio di Cerere, più tardi trasformato in chiesa cristiana. Successivamente, gli abitanti del villaggio, per sfuggire alla malaria e alle incursioni dei saraceni, si rifugiarono sulle colline vicine, fondandovi Capaccio Vecchio (da “caput aquae” cioè “sorgente del fiume”), una città che acquistò una certa importanza commerciale e strategica. Capaccio fu assediata e distrutta da Federico II nel 1246. Paestum, per molti secoli, fu appena ricordata da artisti e poeti, che ne celebrarono in particolare le meravigliose rose. Nel 1752, quando re Carlo III di Borbone promosse la costruzione della strada verso il Sud (l'attuale Statale 18), attraversante la stessa città antica, si diffuse nuovamente la fama di Paestum, che grazie alla sua bellezza e ai suoi grandiosi monumenti continuava e continua anche oggi ad affascinare il mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il territorio e le sue bellezze

 Il patrimonio ambientale di Paestum è di notevole valore. La pineta è costituita da numerose varietà di pino e costeggia la spiaggia; di particolare bellezza sono anche i boschi della montagna del Conte, circa 10 ettari di macchia mediterranea e di monte Soprano, 15 ettari di macchia mediterranea ricchi di castagno, leccio ed erica.
Il paesaggio, inoltre, è impreziosito dalla presenza del fiume Sele, corso d'acqua che nasce dal monte Cervialto e, dopo un percorso di 63 km , sfocia nel golfo di Salerno, precisamente nel comune di Capaccio. Riceve da sinistra il Tanagro ed il Calore, ed alimenta l'acquedotto pugliese. Le sue sponde sono ricche di vegetazione spontanea e, con le sue acque, vengono irrigate le colture della piana. 
Paestum, offre un patrimonio archeologico tra i più importanti d'Italia. Qui campeggiano i templi di Nettuno e di Cerere, la Basilica , mentre sulla destra si apre il Foro. Questi templi appartenevano a due santuari distinti: il meridionale dedicato a Hera, e quello settentrionale dedicato ad Athena. Interessantissima è anche la cinta muraria dell'antica città. L' Heraion , il tempio pagano di Hera Argiva sorge presso la riva sinistra del Sele e risale al VII secolo a.C.: il santuario comprendeva un tempio sacro alla divinità venerata, altri templi dedicati a divinità minori e varie cappelle votive appartenenti a diverse città della Magna Grecia.

I PRODOTTI TIPICI

CARCIOFO DI PAESTUM

La coltivazione è particolarmente diffusa nella Piana del Sele, in provincia di Salerno e più precisamente nei comuni di Agropoli, Albanella, Altavilla Silentina, Battipaglia, Bellizzi, Campagna, Capaccio, Cicerale, Eboli, Giungano, Montecorvino Pugliano, Ogliastro Cilento,Pontecagnano Faiano, Serre. Già dai documenti statistici del Regno di Napoli, nel XIX secolo è evidenziata la presenza di carciofi nella zona di Evoli, l'attuale Eboli e CapaccioIl carciofo di Paestum è detto anche “Tondo di Paestum” per la caratteristica forma tondeggiante dei capolini, che presentano altri due importanti elementi di tipicità: la compattezza e l'assenza di spine nelle brattee. È ricco di sali minerali (soprattutto di calcio, potassio, fosforo e ferro) ed è un coadiuvante nelle funzioni epatiche e renali; serve a combattere disturbi di circolazione e di digestione, infezioni intestinali; contribuisce alla smaltimento del colesterolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da visitare


MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE

Si trova nell'area archeologica di Paestum, è uno dei musei archeologici più importanti del mondo, meta di numerosissimi visitatori italiani e stranieri in esso sono custodite delle testimonianze ritrovate nel sottosuolo. Molti sono i reperti che ancora vengono alla luce nella zona e non ancora catalogati, tra questi i più significativi sono: la tomba del Tuffatore, datata dal suo scopritore al 480 a .C., e le metope fittili dell'Heraion di Foce Sele. Il museo è aperto dalle ore 9.00 alle 19.00, e il mese di luglio dalle 9.00 alle 22.00. È chiuso il primo ed il terzo lunedì del mese ed il prezzo di ingresso è di lire 8.000.


SCAVI ARCHEOLOGICI DI PAESTUM

È possibile visitarli dalle ore 9.00 alle 18,00, escluso il primo e il terzo lunedì del mese. Il prezzo del biglietto è di lire 8.000. Entrando dall'ingresso principale, ci si trova di fronte al tempio di Nettuno e alla sua sinistra la Basilica ; sulla destra oltre il Foro, si vede più lontano il tempio di Cerere. Questi templi erano separati dall'agorà (poi detta Foro), e collegati ad Ovest della via Sacra, la quale fiancheggiava il recinto dell'area sacra. Tutti e tre sono di ordine dorico e orientati con la fronte verso Est; i nomi di "Basilica", tempio di Nettuno, tempio di Cerere, vengono loro attribuiti nel Settecento, ma in realtà i primi due facevano parte di un santuario dedicato ad Hera ed il terzo ad Athena.